Tutele per chi denuncia i corrotti: è legge il Whistleblowing

session-2548826_1280Il 15 novembre la Camera ha approvato la legge sul Whistleblowing, ovvero la tutela dei lavoratori del settore pubblico che segnalino illeciti e introduce forme di tutela anche per i lavoratori del settore privato, un segnale forte per favorire la legalità e la regolarità dello svolgimento del proprio lavoro.

Quali sono le novità che introduce il Whistleblowing? Per il Whistleblower, letteralmente colui che soffia nel fischietto, in altre parole il dipendente che denuncia episodi di corruzione e irregolarità alla magistratura o all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), è prevista una tutela dell’identità oltre alla garanzia di nessuna ritorsione sul lavoro e tanto meno di atti discriminatori. In particolare, il dipendente, pubblico o privato, che segnala all’Autorità nazionale anticorruzione o denuncia all’autorità giudiziaria condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavoro, non possa essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa che potrebbe avere effetti negativi. Inoltre non hanno nessun valore eventuali atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro. L’identità del Whistleblower non può essere rivelata. Spetterà al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie siano motivate da ragioni estranee alla segnalazione da parte del dipendente.

Ogni azione punitiva o discriminatoria a danno del Whistleblower diventa nulla e l’ente presso il quale questo lavora può essere sanzionato fino a 30mila euro, cifra destinata a salire fino a 50mila euro nel momento in cui, dopo la segnalazione di irregolarità, l’ente non avesse apportato le dovute verifiche o fosse venuto meno alle procedure decise dall’Anac

L’obiettivo è quello di realizzare un ambiente lavorativo meno corrotto: l’insorgere di tensioni, malumori e disagi può minare seriamente il benessere aziendale e influenzare negativamente la qualità del lavoro e la produttività aziendale soprattutto quando nascono dinamiche e situazioni che violano il rapporto di fiducia lavorativo.

La legge contiene dei punti deboli, soprattutto nel settore privato . Ogni azienda deve infatti prevedere una procedura per la segnalazione di abusi, in linea con i paletti fissati dall’Anac. Considerando la ampia distribuzione di piccole e medie aziende sul territorio italiano (circa il 90% del totale) diventa difficile credere che in ognuna queste procedure possano essere allestite in modo rigoroso. Queste debolezze dovranno essere migliorate al fine di avere un testo completo e applicabile in tutti i punti anche al settore privato.