Stakeholder e buona governance: le modifiche alla Shareholder Rights Directive

Il ruolo degli stakeholder nella buona governance d’impresa

Di recente nominato membro della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, l’onorevole Sergio Cofferati si sta occupando della riforma dei mercati finanziari. In una recente intervista, Cofferati ha spiegato la sua funzione di relatore per la proposta di modifica della “Shareholder Rights’ Directive”.

Riforma richiesta a gran voce dall’opinione pubblica in seguito agli scandali finanziari degli ultimi anni. Ma quali potrebbero essere le risposte del Parlamento Europeo? Le modifiche alla Shareholder Rights Directive proposte dalla Commissione Europea, spiega Cofferati, si concentrano principalmente sul tema della “buona” corporate governance d’impresa.

A parere dell’onorevole, una buona gestione dell’impresa dovrebbe garantire un elevato livello di trasparenza per quanto attiene le scelte e le strategie. Fondamentale anche lo sviluppo di un coinvolgimento efficace degli stakeholder, a partire dai lavoratori dell’impresa, e l’incentivo di scelte orientate alla competitività di lungo termine.

Stakeholder e asset manager e investitori istituzionali: le modifiche alla Shareholder Rights Directive

Un quadro in cui tutti gli stakeholder (lavoratori, consumatori, investitori, ecc.) dovrebbero essere impegnati per il successo e la sostenibilità dell’impresa. E per quanto riguarda i fenomeni di disinteresse degli azionisti nella gestione dell’impresa?

Asset manager, investitori istituzionali e consulenti in materia di voto svolgono una parte fondamentale per quanto riguarda il ruolo degli azionisti nei confronti delle imprese, spiega Cofferati, tant’è che spesso il disinteresse degli azionisti è stato colmato proprio da queste figure. Tuttavia in questo senso è necessario favorire un maggiore impegno degli investitori istituzionali e degli asset manager nelle imprese in cui investono.

La proposta di Direttiva sui diritti degli azionisti attualmente in discussione a livello europeo dovrebbe quindi creare una maggiore trasparenza per quanto riguarda questi aspetti e consentire di accrescere l’impegno da parte degli azionisti e la loro consapevolezza.