Patto di non concorrenza: come redigerlo? Quali le conseguenze della violazione?

Patto di non concorrenza dipendenti privati

L’articolo 2105 del Codice Civile stabilisce l’obbligo di fedeltà del dipendente nei confronti dell’azienda. Dovere che cessa di esistere contestualmente alla fine del rapporto di lavoro. Tuttavia il datore di lavoro che teme, in seguito al licenziamento di un dipendente, la diffusione di notizie che potrebbero arrecare danno all’azienda può ricorrere al patto di non concorrenza.

Accordo attraverso il quale datore di lavoro e dipendente estendono l’obbligo di non concorrenza a un periodo successivo alla cessazione del contratto di lavoro. Disciplinato dall’articolo 2125 del Codice Civile il patto di non concorrenza limita quindi lo svolgimento dell’attività del dipendente per un periodo successivo alla fine del rapporto di lavoro.

Perché abbia validità legale, l’accordo deve risultare da atto scritto e indicare il corrispettivo previsto in favore del prestatore di lavoro, la durata e le condizioni del vincolo.

Patto di non concorrenza corrispettivo, durata e limitazioni dell’attività

La misura del corrispettivo e la delimitazione del luogo e dell’oggetto del patto sono rimessi dal legislatore alla libera autonomia dei contraenti. Tuttavia è necessario precisare che sono nulli i patti di non concorrenza non remunerati e quelli con un compenso a titolo simbolico.

La giurisprudenza ritiene che il corrispettivo erogato in favore del lavoratore debba aggirarsi intorno al 10-15% – 25%-35% della retribuzione lorda annua a seconda dell’ampiezza del vincolo. Le limitazioni all’attività del lavoratore vanno invece ricercate nell’ambito delle attività produttive dell’impresa datrice di lavoro.

La durata massima prevista per il patto di non concorrenza è di cinque anni per i dirigenti e di tre anni per gli altri dipendenti. In caso di violazione del patto, il datore di lavoro può ottenere la cessazione dell’attività del lavoratore nonché la restituzione del corrispettivo versato e un risarcimento per i danni provocati.