Nuove operazioni di lotta alle frodi legate al mercato del vino italiano, sventata truffa da 2 milioni

Il vino italiano è brama dei palati raffinati: le sole esportazioni hanno valso circa 6,2 miliardi di euro lo scorso anno, un incremento del 3,8% rispetto al 2017. Come accade purtroppo ad altre finezze del Made in Italy, anche il settore vitivinicolo risente di episodi di frode e contraffazione. Le autorità rispondono con blitz e sequestri nelle zone di produzione dell’intera penisola.

A fine gennaio i carabinieri del Nas di Udine e i tecnici dell’Ispettorato repressione frodi hanno operato perquisizioni in 13 province (Pordenone, Udine, Treviso, Venezia, Padova, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Firenze, Livorno, Napoli, Bari e Foggia).

L’operazione ha passato al vaglio una cinquantina di realtà tra cantine, distillerie, imprese agricole, abitazioni e aziende di trasporto. L’intervento va collocato nell’ambito di una complessiva strategia di lotta a frodi e illeciti, che costituiscono una minaccia per l’esperienza di consumo e ovviamente per i brand autorizzati all’uso di denominazioni quali IGP, DOC e DOCG. Le indagini hanno condotto all’individuazione di una decina di indagati.

Falso Tignanello, sventata commercializzazione di 11mila bottiglie

Lo scorso mese, invece, i carabinieri del Nas di Firenze e Cremona hanno approntato l’operazione Surface, che ha avuto per oggetto il contrasto alla contraffazione di vino toscano pregiato. Sarebbero state recuperate circa 11mila bottiglie di falso Tignanello, prestigiosa etichetta della Marchesi Antinori.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Parma, si è chiusa con tre arresti relativi al territorio mantovano e cremonese. I malfattori avevano in progetto la commercializzazione del materiale contraffatto nel mercato dei fornitori emiliani e puntando sui mercati esteri (Germania e Belgio). Secondo gli inquirenti la truffa avrebbe avuto un valore di circa due milioni di euro.

Dietro i risultati ci sono due anni di indagini, scattate nel febbraio del 2017 in seguito a un sospetto ordine di riproduzione e stampa di 4.500 etichette di Tignanello recapitato a una tipografia di Pistoia, da parte di un sospetto “signor Rossi”. Le indagini su eventuali ulteriori canali di distribuzione sono ancora in corso.

Al momento Matteo Fazzi è stato tradotto in carcere, mentre Maria Alessandra Morini e Sergio Papa risultano agli arresti domiciliari. A questi si aggiungono altre sei persone indagate.

Difesa del Made in Italy: tutelarsi grazie a Capta

La contraffazione del Made in Italy produce purtroppo ogni anno danni per miliardi di euro, ledendo i diritti dei consumatori e allo stesso tempo i legittimi interessi delle imprese che operano nel rispetto delle stringenti normative.

Per tutelarsi dalla minaccia della contraffazione le aziende hanno bisogno di un partner specializzato, come Capta (società di Intelligence specializzata in dinamiche aziendali). La società nasce proprio con l’obiettivo di tutelare il patrimonio informativo ed economico aziendale mediante l’unione sinergica di attività investigative, tecnologiche, consulenziali e formative, intervenendo direttamente nelle zone d’ombra delle aziende.

Capta compie verifiche e valutazioni delle merci sequestrate, con indicazioni sulla qualità della contraffazione, presenta esaustive attività di consulenza/perizia in termini tecnico giuridici, in ambito civile e penale. Svolge inoltre attività di monitoraggio e prevenzione sul web al fine di contenere le perdite aziendali nonché mediante la piattaforma web Capta, e attività di ausilio all’autorità giudiziaria.

Capta si occupa infine di customer retention, storytelling e provvede alla redazione di relazioni tecniche sulla base di parametri legali.