Il neuromarketing è un recente e innovativo campo di studi basato sulle neuroscienze e sul marketing, che ha come obiettivo la valutazione delle risposte senso-motorie, cognitive ed emotive dei soggetti agli stimoli di marketing. Attraverso l’applicazione di tecnologie di analisi cerebrale e sensori biometrici, il neuromerketing si propone di capire, a livello neurale e fisiologico, i motivi che spingono i soggetti ad optare per una determinata scelta piuttosto che un’altra.

Neuromarkentig: uno strumento in più per le aziende

Ciò consente di fornire alle aziende uno strumento in più, da affiancare alle indagini di marketing tradizionali, per creare prodotti, servizi e campagne di marketing efficaci. Le potenzialità di tali studi sembrano dimostrate dall’interesse che il “neuro marketing” ha suscitato in diverse importanti società e multinazionali.

Il neuromarketing è soggetto a critiche

Dal punto di vista etico, le argomentazioni principali riguardano la possibilità che sia svolta un’opera di manipolazione sui consumatori, inducendoli all’acquisto di merci contro la loro volontà razionale. In particolare, è stato sottolineato, come il neuro marketing potrebbe essere utilizzato da imprese produttrici di tabacco, alcolici o prodotti che potrebbero arrecare un danno alla salute pubblica, e inoltre potrebbe  essere impiegato per propaganda politica scorretta o nella diffusione, soprattutto tra i giovani, di valori di degrado.

L’antitesi di Martin Lindstrom

A queste critiche risponde Martin Lindstrom, affermando che tutto il marketing ha come obiettivo di convincere i potenziali clienti ad acquistare, e che sul marketing si basano tutti gli scambi commerciali. Il neuro marketing, secondo Martin Lindstrom,  permette di capire in anticipo quali prodotti siano destinati ad avere successo e di concentrare di conseguenza gli investimenti su tali prodotti,  evitando sprechi da parte delle aziende, contribuendo anche alla riduzione del numero di messaggi pubblicitari inutili. In questo senso, deve essere inteso come un campo di ricerca volto all’osservazione dei  clienti e non come qualcosa che possa interferire con le loro opinioni e sensazioni.

Gli studi relativi al neuromarketingk

Gli studi relativi al “neuromarketing” appaiono però destinati a trovare prossimamente un posto sempre più rilevante nelle applicazioni al servizio dell’uomo. L’introduzione di una chiave per l’identificazione diretta non solo dello stato “emotivo-cognitivo”, ma anche dell’intenzione  conscia o inconscia, offre in prospettiva all’uomo una ben più efficace capacità delle “macchine” di supportarlo nelle sue azioni.