La contraffazione nel mondo dell’e-commerce

shop-942398_640In questi giorni è stata pubblicata l’inchiesta di Sky TG24, realizzata da Simone Spina, in merito alla diffusione dei prodotti contraffatti sui diversi portali di e-commerce, fra cui spicca anche il nome di Amazon. Secondo quanto riportato dal reportage, Amazon – colosso globale del commercio di prodotti sul web – venderebbe prodotti contraffatti, consentendo agli “esperti della contraffazione” di utilizzare  la propria vetrina virtuale.

La settimana scorsa un’altra inchiesta realizzata da Dataroom di Milena Gabanelli ha puntato l’attenzione sulla piattaforma cinese Alibaba, il gigante dell’e-commerce con quasi 60.000 impiegati e che in borsa vale 450 miliardi di dollari. Secondo quanto emerso il mercato del falso online nel 2016 ammontava a 1,7 trilioni di dollari e nei prossimi 5 anni è stimata una crescita del 70%.

Ma cosa si intende per contraffazione?

Contraffare significa riprodurre un bene in modo tale che venga scambiato per l’originale. Per merce contraffatta si intende il prodotto, incluso l’imballaggio, su cui sia stato apposto senza autorizzazione un marchio commerciale identico a uno validamente registrato o un marchio che non ne possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali (Reg. CE n. 1383/2003).

Il fenomeno della contraffazione nel mondo dell’e-commerce e più in generale nel web è globale, ovvero è la convergenza/integrazione di molteplici processi che, in un contesto sempre internazionale, si intersecano fra loro a livello di sistemi produttivi, reti distributive, infrastrutture tecnologiche/telematiche, networks di relazioni reali e virtuali, logiche economiche, strategie d’ impresa, disponibilità di capitali, differenziali di costo dei fattori, molteplicità di modelli culturali, economici e sociali.

In questo contesto il pericolo per Griffe e Middle Brand è riferito alle piattaforme di e-commerce (soprattutto quelle cinesi), web generico, Social Network (Facebook e Twitter) e riguarda non solo il singolo marchio ma l’intero settore.

Quali sono le conseguenze della contraffazione per le aziende?

I danni sono di natura:

  • economica, in termine di riduzione del fatturato;
  • di immagine o meglio perdita di immagine sui clienti in buona fede;
  • competitiva, in quanto si soffoca la spinta innovativa delle imprese;
  • concorrenziale perché da un lato si verifica lo sfruttamento di soggetti deboli (es. lavoratori senza contratto) e dall’altro l’evasione dell’IVA e delle altre imposte alimentano una concorrenza sleale bastata sui minori costi di produzione, alterando quindi gli equilibri di mercato.

La contraffazione procura danni non solo al sistema produttivo, all’immagine del made in Italy e all’economia del Paese, ma presenta ripercussioni negative anche nella vita dei singoli cittadini e delle famiglie, in termini di sicurezza sociale, rischi per la salute, riduzione delle opportunità di lavoro ecc.

Con l’acquisto di un bene contraffatto si è complice e, allo stesso tempo, si commette un reato, come prevede l’art. 473 del Codice Penale vigente, il quale punisce “chiunque contraffà o altera i marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, delle opere dell’ingegno o dei prodotti industriali, ovvero, senza essere concorso alla contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati”.