Assenteismo in azienda

Definizione di Assenteismo

L’assenteismo si verifica quando un dipendente di un’azienda, si assenta fisicamente dal proprio posto di lavoro per brevi o lunghi periodi senza giustificato motivo.

Assenteismo presenziale

Altra tipologia di assenteismo che sta prendendo piede in modo significativo è l’assenteismo presenziale. Questa forma di assenteismo si mette in atto quando il dipendente, durante l’orario lavorativo, si dedica e spende molto tempo su social network, navigando in internet o curando propri interessi personali mediante il terminale dell’azienda, distogliendo la sua attenzione dalle proprie mansioni, con conseguente diminuzione della produttività in danno dell’azienda.

L’assenteismo e l’incapacità lavorativa producono una serie di forti costi diretti ed indiretti, perciò tutte le parti sociali coinvolte (governi, datori di lavoro, lavoratori, compagnie assicurative e la società nel suo complesso) hanno interesse a contenere simili fenomeni.

Inoltre, il danno generato da tale fenomeno, produce indiscutibilmente ripercussioni sul processo produttivo aziendale non solo in virtù della mera assenza del dipendente assenteista, ma anche a seguito delle conseguenze che l’assenza fa ricadere su tutta la filiera produttiva e, quindi, sull’efficienza degli altri dipendenti.

Va considerato che tale condotta può costituire una causa legalmente riconosciuta (giusta causa) di licenziamento.

Il fenomeno dell’assenteismo dipendenti può configurarsi sotto varie forme:

  • Inosservanza sistematica dell’orario lavorativo
  • Abuso di permessi retribuiti
  • Utilizzo sistematico di permessi per malattia
  • Fruizione permessi ex legge 104/92 non corretti
  • Assenze dal luogo di lavoro senza valido motivo
  • Ricorso a periodi di aspettativa per motivi personali

 

Indagini Assenteismo sul lavoro

La nostra agenzia investigativa con il proprio intervento, svolge in modo mirato e discreto servizi volti alla determinazione di tale fenomeno, individuando e documentando le reali motivazioni che hanno condotto il dipendente ad assentarsi dal lavoro, contribuendo a risanare le posizioni che rischiano di arrecare, a volte anche irreparabilmente, danni alle piccole, medie e grandi imprese.

Tutte le indagini e le relative documentazioni prodotte sono valide in sede di giudizio.

L’azienda in tal modo avrà la possibilità di adottare le opportune misure sia dal punto di vista disciplinare sia processuale, come anche sancito dal Garante della Privacy il 13/01/2001 il quale ha respinto il ricorso di un dipendente licenziato, che gli chiedeva di accertare se il trattamento di dati effettuato dai suoi datori di lavoro fosse lecito e corretto riferendosi alle indagini di un investigatore che, per conto della sua società, era riuscito ad accertare l’insussistenza della patologia da lui addotta per giustificare i periodi di assenza.

A tale proposito il garante della Privacy osservava:

<<La legge n. 675/1996 prevede alcune eccezioni alla disciplina ordinaria prendendo in considerazione questa esigenza e in particolare il trattamento dei dati personali non sensibili effettuato per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria è lecito anche senza il consenso dell’interessato.>>

Anche la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n°4984 del 4 marzo 2014 riconosceva il diritto del datore di lavoro di utilizzare alle investigazioni private sul dipendente per il controllo dell’utilizzo dei permessi ai sensi della legge 104/92.