Dipendenti e dati aziendali: come valutare questo rapporto?

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Vivendo in un mondo digitale è aumentato il rischio di essere nel mirino di attacchi hacker, soprattutto per le aziende. Per questo motivo quando si parla di sicurezza non si fa riferimento solo ai sistemi informatici, ma anche al fattore umano cuore pulsante della produzione aziendale. Quali sono quindi i comportamenti che adottano i dipendenti italiani in presenza di dati aziendali?

A questa domanda ha cercato di rispondere la Kingston Technology Company – azienda americana specializzata nella produzione di dispositivi hardware di memorizzazione – che recentemente ha commissionato una ricerca per valutare in Italia la consapevolezza dei dipendenti del proprio ruolo nella tutela della privacy dei dati.

Secondo l’indagine, condotta da One Poll, sempre di più i dipendenti stanno diventando maggiormente sensibili alla cibersecurity: quasi il 50% degli intervistati dichiara di essere molto attento alla sicurezza e di scegliere una password diversa per ogni dispositivo utilizzato, sia personale e sia lavorativo.

Per quanto riguarda il trasferimento dei dati aziendali le chiavette USB sono i sistemi più utilizzati: interessante, e di buono auspicio per la sicurezza delle imprese, è il risultato secondo cui il 41% dei dipendenti coinvolti nella ricerca di Kingston Technology afferma di non utilizzare mai i device dell’impresa per salvare i propri dati personali, mentre il 37% dichiara di farlo, ma solo in condizioni di emergenza, tuttavia il 22% continua a utilizzare le chiavette aziendali per uso privato senza porsi alcun problema.

“È stato molto interessante per noi realizzare questa ricerca in un momento di transizione che porterà a una nuova era di governance dei dati nonché a requisiti avanzati in materia di sicurezza dei dati personali dettati dall’entrata in vigore del GDPR”, ha dichiarato Stefania Prando, Business Development Manager di Kingston in Italia. “Siamo rimasti piacevolmente stupiti di vedere come i dipendenti siano così consapevoli del contributo che ognuno di loro può dare nella tutela dei dati. La riservatezza delle informazioni può essere garantita solo da un lavoro di concerto tra aziende – che devono adottare tutte le misure necessarie – e dipendenti – che devono essere sempre più coscienti del loro ruolo e rispettare le direttive dell’IT”.

L’indagine di Kingston, dunque, mostra un leggero miglioramento per quanto riguarda il rapporto tra sicurezza informatica aziendale e dipendenti, ma è necessario fare di più. Se il mondo è sempre più interconnesso, allo stesso modo la sicurezza aziendale deve essere interconnessa e convergente, per poter fare fronte a strategie di attacco che sono per loro natura sempre più integrate.