COACHING ORGANIZZATIVO

Il “coaching” è una strategia di formazione che, partendo dall’esperienza di ciascuno, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team e manageriali.

Etimologia e Storia

La parola ha origine dal termine francese “coche” (carrozza). Nel XVI secolo “coche” identificava un mezzo di trasporto trainato da cavalli e condotto da una guida: il cocchiere. Il termine anglosassone invece rinvia il “coaching” all’ambiente sportivo. Nel XIX secolo in Inghilterra gli studenti universitari verso la fine del proprio percorso utilizzavano il termine “coach” per indicare i migliori tutor, dando loro titolo rispettoso e autorevole.Negli Stati Uniti, il coach nasce per sviluppare e incrementare la prestazione sportiva; il “coach” non solo guidava la squadra e la allenava, ma la seguiva dal punto di vista emotivo, la stimolava, creava spirito di gruppo per affrontare gli avversari con maggiore carica e sicurezza. Attraverso la guida costante del “coach” i giocatori e il team sviluppavano quelle capacità e competenze che rendevano il gruppo stesso motivato e forte, capace di raggiungere gli obiettivi attesi.

Coaching e Manager

Soprattutto negli anni novanta la figura del coach compare nelle imprese. Inizialmente le figure destinatarie dell’intervento del coach furono i manager che per sviluppare e migliorare le loro capacita umane e professionali si affidarono a consiglieri di fiducia quali i coach.

Coaching Organizzativo l’azienda committente

Il coaching organizzativo e un processo di training personalizzato per la crescita sul piano personale e professionale e aiuta la persona a prendere coscienza delle proprie risorse, a sviluppare il proprio potenziale, ad ottimizzare la sua performance ed a crescere insieme all’organizzazione. Dato che il principio del “coaching” e la crescita della persona, attraverso il “coaching” l’individuo (coachee) e allenato al costante miglioramento di se stesso: il coach lo aiuta ad identificare i suoi punti di forza e di debolezza definendo con lui un programma di sviluppo finalizzato a massimizzare l’efficacia e l’efficienza delle sue prestazioni, a vantaggio di se stesso, del proprio team e di tutta l’organizzazione. Il “coaching organizzativo” si rivolge a chi opera in azienda, e armonico è coerente con i valori, la cultura, gli obiettivi dello specifico contesto organizzativo. Nel coaching organizzativo e prevista una committenza multipla: i committenti del coach sono l’azienda, i capi del coachee e il coachee stesso. Dunque, il coach deve tenere conto delle aspettative di tutti i committenti operando un’attenta diagnosi della realtà per cercare il corretto punto di equilibrio.

Team  Coaching o Executive Coaching

L’attivita di coaching e spesso affiancata da un termine che ne identifica i destinatari: per esempio parliamo di Team Coaching o di Executive Coaching se i destinatari sono un gruppo o il top manager di un’azienda.

Coach (Allenatore)

La parola “coach” evoca il significato di allenatore e con ciò suggerisce l’analogia tra sport ed azienda, tra competizione di business e sportiva. Il coach può essere una persona dell’azienda o un consulente esterno. Nel primo caso il coaching appare meno incentrato sulla cultura e sui valori

professionali e più sulle competenze tecnico specialistiche; nel caso del consulente l’accento è posto sulla prestazione, sul risultato e sul concetto di lavoro di squadra.  Il coaching non consiste nell’insegnare, ma nel creare le condizioni per l’apprendimento e la crescita. Ecco elencate alcune applicazioni:

  • Life Coaching: il termine life-coaching (letteralmente “allenamento per la vita”) si occupa di tutte gli ambiti della vita di un individuo che vanno dallo stimare se stessi al coltivare i propri talenti, dal coltivare i propri talenti al costruire una carriera attorno ai propri interessi. Un life coach ti assiste nello sviluppo delle tue potenzialita.
  • Il Business Coaching e l’attivita di coaching riferita allo sviluppo della vita professionale del cliente e il suo proiettarsi nel futuro per migliorare la sua posizione professionale in particolare rafforzare la leadership, maturare progressi di carriera, non ultima la performance quotidiana e le questioni che risultano dalla gestione degli impegni di responsabilità; in altre parole il successo nel proprio ruolo.
  • Executive Coaching: e lo strumento che permette ai manager ed executive aziendali di apprendere tecniche e strumenti innovativi che consentono loro di ottenere un costante miglioramento di performance, sia a livello personale che a livello professionale, esprimendo al massimo il loro potenziale di leader. E’ un intervento che si basa su un processo di miglioramento continuo step-by-step e sulla relazione individuale e privilegiata tra coach e manager, che ha come scopo lo sviluppo personale e professionale dell’individuo all’interno dell’Azienda.
  • Career Coaching: e un’opportunita per i manager e tutti coloro che desiderano conoscere lo “stato di salute” della propria carriera, facilita la transizione di carriera e la trasforma in un momento di arricchimento personale. E un’occasione per progredire professionalmente, valutare altre opzioni di scelta, per individuare una nuova professione.
  • Sport Coaching: in ambito sportivo il coaching racchiude più significati. Considerando ogni atleta un individuo nella sua totalità, si arriva a valutare un’integrazione di tre aspetti: non solo il fisico e la tecnica ma anche la mente (caratteristiche psicologiche e relazionali: intelligenza emotiva . Nasce da qui una definizione completa di coach come colui che si occupa di trasmettere le proprie conoscenze ed allenare ogni aspetto di un atleta, dando valore anche all’influenza che la sfera cognitiva determina sulla prestazione di ciascuno. Il compito dell’allenatore e quello di sviluppare e migliorare le capacità fisiche e mentali dei propri giocatori, accompagnando l’allievo in una crescita mirata a far esprimere le proprie doti, enfatizzandone le abilità e il talento, lavorando al superamento delle difficoltà, consapevolizzandosi sui propri limiti e sulle proprie potenzialità.
  • Team Coaching: si fonda sugli stessi principi del coaching e costituisce una forma di allenamento volta a rendere una squadra capace di rendersi capace. Fondamentale nell’approccio del Team coaching e la definizione di un obiettivo di miglioramento condiviso che può essere identificato in diverse aree. In ogni percorso di coaching e soprattutto negli interventi finalizzati ai team affinchè possa esistere un miglioramento desiderato occorre aver definito ed esplorato la situazione attuale, le cause e i risultati ottenuti, ed aver definito ed esplorato le aree di miglioramento o il gap di performance che il team e i singoli desiderano colmare.
  • Corporate Coaching: e un metodo di crescita personale che mette al centro dell’azienda la persona nella sua interezza (la persona come sistema olistico), nel suo complesso di desideri, valori, aspirazioni, motivazioni. Il coaching aziendale e un percorso che viene effettuato da un coach nei confronti di un singolo o di un gruppo di lavoro. E’ infatti frequente che ad incidere sulla performance aziendale non sia la somma delle capacita tecniche dei componenti del gruppo, ma un insieme di dinamiche relazionali ed emotive.
  • Coaching Emozionale: e un modo per modificare il sistema con cui e manteniamo i problemi con noi stessi e con gli altri. L’obiettivo e di riconoscere i presupposti delle nostre emozioni per poter scegliere responsabilmente il nostro comportamento.

Tecniche di counseling e coaching organizzativo

Coaching Sistemico

“Tutto accade e tutti vivono all’interno di un qualche sistema, nulla cioè può succedere al di fuori di esso: se qualcosa “c’e”, allora “c’e” anche un sistema, più o meno esteso e complesso”.

Domande sistemiche che portano chiarezza

  •  Quando stai per raggiungere un obiettivo sembra che questo ti sfugga o che tu stia rallentando?
  • Quando stai facendo progressi, improvvisamente la tendenza si inverte?
  • Perché il crollo è più veloce della crescita?
  • Risolvi un problema e proprio quest’azione pare crearne una sfilza di nuovi?
  • Qualcosa che credevi risolto da tempo, ritorna inaspettatamente a farti visita?
  • Perché, per un’azienda, concentrarsi sul solo abbattimento dei costi è assolutamente letale?
  • Perchè cambiare decisione in corso d’opera spesso peggiora la situazione?
  • Perchè un gruppo di persone che prese singolarmente sono tutte molto valide, inserite in un contesto collettivo creano condizioni non desiderabili (anche per loro stesse)?
  • Perchè se aumentiamo le corsie di un’autostrada questa sarà utilizzata ancora al massimo della sua portata?
  • Perchè se aggiungiamo strade a una città per fluidificare il traffico, a parità di veicoli questo quasi certamente peggiorerà?
  • Esiste un limite alla crescita (per es. nell’industria)?
  • Perchè le migliori idee falliscono?

Attraverso un Coaching sistemico potrai: 

  • Incidere più efficacemente sulla tua vita attraverso l’identificazione dei modelli che la guidano e che la influenzano
  • Anticipare eventi e conseguenze; in questo modo la pianificazione dei tuoi obiettivi sarà molto più efficace e vedrai molto lontano
  • Scoprire che per risolvere davvero i problemi occorre individuare i modelli mentali che li hanno creati cosi da evitare che si ripresentino
  • Abbattere drasticamente il “costo energetico” dei tuoi interventi (vedi effetto leva)
  • vedere le cose in maniera molto distinta: tutto ti sembrerà meno ostico, più “facile”, più comprensibile
  • migliorare la tua comunicazione, perchè sapere esattamente di cosa parliamo ci rende chiari ed efficaci
  • Concetto di colpa, il pensiero sistemico ti consentirà di individuare correttamente le responsabilità e di andare oltre il concetto di colpa; questo perchè è la struttura di un sistema a determinare i risultati che osserviamo e non lo sforzo delle persone; un individuo per quanto si impegni o sia preparato non riuscirà a incidere su di essi se non adottando una visione sistemica
  • Relazioni, giudizi, consapevolezza; le tue relazioni personali e professionali ne riceveranno un beneficio straordinario perchè i giudizi che emetterai saranno più equi e funzionali così come le decisioni che prenderai. Il tuo livello di consapevolezza crescerà vertiginosamente poichè “guardandoti intorno” capirai finalmente la causa profonda degli eventi e come questi possono essere influenzati e controllati
  • Nel lavoro è uno strumento essenziale perchè Team, Aziende, Gruppi, Squadre, sono Sistemi.

Problem Setting & Solving 

In genere quando ci si riferisce a metodi e tecniche di soluzione dei problemi si parla di “problem solving“, forse perche si preferisce mettere in evidenza il momento risolutorio che ci libera dallo stress del problema.

Tuttavia il “solving” viene dopo del “setting”, ed e anche meno importante dal punto di vista gerarchico. Chi pone i problemi in genere ha un potere superiore a chi li deve risolvere. La soluzione del problema “problem setting e solving“, e un processo che ha queste componenti:

  • Problem Finding – Rendersi conto del disagio
  • Problem Setting – Definire il problema
  • Problem Analysis – Scomporre il problema principale in problemi secondari (WBS)
  • Problem Solving – Eliminare le cause e rispondere alle domande poste dal problema
  • Decision making – Decidere come agire in base alle risposte ottenute
  • Decision taking – Passare all’azione

Componenti centrali del processo di “problem solving” sono:

  • Acquisizione della capacita di visione d’insieme, per cogliere i collegamenti e le interdipendenze tra le parti – componenti del fenomeno indagato
  • Predisposizione di un metodo di analisi, distinguendo tra aspetti e tecniche conosciute e non, ai fini di acquisire nuova conoscenza
  • Apprendimento ed impiego di nuovi modi di pensare e determinazione della metodologia di analisi
  • Raccolta di informazioni finalizzate alla suddetta metodologia
  • Sintesi delle informazioni in modo da renderle facilmente percepibili ai fini della creazione di semplici scenari di riferimento alternativi
  • Confronto tra scenari di soluzione, impiegando tecniche creative ed intuitive
  • Formulazione dello scenario di riferimento, identificando gli orientatori che supportano il cambiamento
  • Traduzione dello scenario in risultati aspettati ed indicatori di misurazione
  • Sperimentazione e valutazione dei risultati 

Varie sono le tecniche e le modalità di “problem solving”, attualmente impiegate nelle imprese di eccellenza. Una delle più interessanti è sintetizzata nell’acronimo FARE (Focalizzare, analizzare, risolvere e eseguire) composto dalle seguenti attività:

Focalizzare

  • Creare un elenco di problemi
  • Selezionare il problema
  • Verificare e definire il problema – Descrizione scritta del problema 

Analizzare 

  • Decidere cosa e necessario sapere
  • Raccogliere i dati di riferimento
  • Determinare i fattori rilevanti – Valori di riferimento Elenco dei fattori critici 

Risolvere

  • Generare soluzioni alternative – Scelta della soluzione del problema
  • Selezionare una soluzione
  • Sviluppare un piano di attuazione – Piano di attuazione 

Seguire 

  • Impegnarsi al risultato aspettato – Impegno organizzativo 
  • Eseguire il piano – Piano eseguito 
  • Monitorare l’impatto durante l’implementazione – Valutazione dei risultati 

Memory and Spedd Reading(Mnemotecnica) 

Una mnemotecnica e una tecnica adoperata per memorizzare rapidamente e più facilmente entità difficili da ricordare. Le mnemotecniche sfruttano la naturale capacita dell’uomo di ricordare le informazioni se sono trasformate in immagini o storie, consentendo di aumentare la capacità naturale della memoria umana. Sono state usate nell’antichità dai grandi oratori, perche consentono, senza l’ausilio della lettura, di svolgere un discorso articolato precedentemente preparato. Le tecniche di memorizzazione erano molto importanti prima della diffusione dell’alfabetizzazione, poichè la conoscenza e la tradizione culturale venivano tramandate oralmente.

La Tecnica dei loci 

Dal latino loci, luoghi. Si posizionano le nozioni da ricordare collegandole mentalmente (in modo bizzarro) ad oggetti di un luogo familiare. Per applicare correttamente questa tecnica e opportuno richiamare alla mente dei “luoghi che conosciamo molto bene”, come potrebbe essere la nostra abitazione, una via che percorriamo tutti i giorni o un qualsiasi altro posto, che non solo ci sia familiare, ma di cui ricordiamo anche i minimi particolari.

Imagines agentes 

Le “imagines agentes” si possono definire come una “scenetta” composta da una sequenza di immagini non troppo lunga (in cui un attore compie un gesto, un atto su un oggetto o su un altro attore che ha però funzione di oggetto) che la nostra mente allestisce nei luoghi del teatro della memoria. Crearsi delle “imagines agentes” di cio che vogliamo ricordarci, meglio se poste in un luogo del nostro teatro ma non obbligatoriamente, garantisce una buona presa “mnestica” dei pensieri.

La Conversione Fonetica 

La conversione fonetica e una tecnica inventata dal matematico tedesco Stanislaus Mink von Wennsshein e divulgata da Leibniz. Permette di memorizzare dei numeri, associando ad ogni cifra un suono particolare.

Lo Schedario Alfanumerico 

E una complessa elaborazione della conversione fonetica, creata per ricordare elenchi di informazioni strutturate a capitoli o sezioni. Consiste di fatto nel trasformare il concetto che si vuole memorizzare in una immagine, o una sequenza, o una struttura più complessa, e associarla ad una seconda che le dia un ordinamento. Per rendere la tecnica efficace e fondamentale che il collegamento mentale sia creato seguendo tre criteri che si possono riassumere nell’acrostico P.A.V.( Paradosso, Azione, Vivido).  Quindi dovremo immaginare una sequenza in movimento (azione) in cui succedono cose paradossali (paradosso) e che siano per noi vivide.

I Grandi Maestri  dell’Arte della Memoria:

  • Platone
  • Aristotele
  • Marco Tullio Cicerone
  • Sant’Agostino
  • San Tommaso d’Aquino
  • Marsilio Ficino
  • Pico della Mirandola
  • Pietro Tomai
  • Johann Host von Romberch
  • Cosmo Rosselli
  • Giulio Camillo
  • Giambattista della Porta
  • Giordano Bruno
  • Gottfried Wilhelm von Leibniz
  • Gregor von Feinaigle
  • Aime Paris
  • Maurizio Silvin
  • Tito Aurelj
  • Henri Bergson

Lettura Rapida 

Per lettura rapida si intendono quelle tecniche che consentono di leggere velocemente un testo. Tali metodi possono basarsi sia sull’assimilazione con una sola occhiata di diverse parole e frasi, sia sulla lettura orientativa, ovvero lo scorrere rapidamente il testo cercando indizi che aiutino a farsi un’idea sommaria dei contenuti. La lettura rapida rafforza la capacita di osservazione sviluppando i muscoli oculari e contemporaneamente approfondisce la capacita di comprensione tramite l’allenamento delle facoltà mentali che servono ad interpretare i segni e i significati di quanto i nostri occhi percepiscono. Durante la lettura sembra che il nostro occhio scorra senza mai fermarsi, ma in realtà esso si ferma e, quando lo fa, crea un punto di fissità, percependo una piccola porzione di testo chiamata campo di percezione. La lettura rapida permette di prendere in una sola “fotografia” tutta la frase, non più solamente le singole parole, e pertanto risulta essere un’evoluzione di metodo. Questa tecnica, abbassando i tempi di lettura e aumentando il livello di concentrazione, riesce ad estrapolare i concetti fondamentali all’interno di una grande quantità di materiale mantenendo sempre un buon livello di concentrazione e rendimento, ma ciò richiede molta pratica. Per migliorare la velocità di lettura, oltre all’esercizio, e necessario adottare uno stile che si adatti al tipo di testo e alla finalità che vogliamo conseguire: uno dei maggiori vantaggi offerti dalla lettura rapida e proprio la possibilità di diversificare il metodo in relazione alla struttura del testo (romanzo, giornale, ecc.), alla finalità che ci si propone (svago, studio, ecc.), al livello di comprensione che vogliamo ottenere (approfondito o superficiale).

Mappe Mentali 

“Persino il timone implora una direzione” (Kahlil Gibran da Il Profeta, 1923)

Una “mappa mentale” è una forma di rappresentazione grafica del pensiero teorizzata dal cognitivista inglese Tony Buzan, a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti.

Le mappe mentali sono relativamente nuove e sono state per qualche tempo relegate al campo dei “creativi”. Oggi esistono strumenti semplici, software, tablet, smartphone, che permettono anche a chi non ha dimestichezza con il disegno di produrre e condividere mappe di buona qualità. Le mappe mentali (mind maps) non vanno confuse con altri tipi di mappe come le mappe concettuali dalle quali si differenziano sia per la strutturazione, sia per il modello realizzativo, sia per gli ambiti di utilizzo. La struttura portante di una mappa mentale e sempre gerarchica; le relazioni associative aiutano ad aumentarne l’espressività, evidenziando la presenza di legami trasversali mediante frecce. Essendo gerarchica, la mappa mentale ha necessariamente anche una geometria radiale (che quindi dal centro si propaga verso l’esterno): all’elemento centrale troviamo collegati degli elementi di primo livello, ciascuno dei quali può essere collegato con elementi di secondo livello e cosi via. In genere la disposizione grafica degli elementi e a raggiera, ma e possibile estendere queste considerazioni anche ad altre forme di connessione, come quella a spina di pesce oppure ad albero.

Evocatività 

La mappa mentale e uno strumento votato alla creatività, alla memorizzazione, all’annotazione in chiave personale. Per questo il suo ideatore Tony Buzan ha formulato il suo modello incentrandolo sull’evocatività: tutti gli elementi di una mappa mentale devono essere ricchi di immagini fantasiose e colorate, perchè da un lato rendono gradevole la rappresentazione, dall’altro stimolano l’emisfero cerebrale destro, le cui funzioni supportano facoltà come la creatività, la memoria, la fantasia, l’intuizione. Per questa ragione e importante che una mappa mentale venga prodotta a colori fin dalle prime fasi di realizzazione, e non colorata in un secondo momento. Inoltre gli elementi devono essere descritti con singole parole chiave e non con periodi estesi, cosi da lasciare spazio a nuove associazioni e a possibili integrazioni.

Strumenti di annotazione e di apprendimento e supporto al pensare 

Le mappe mentali fanno leva soprattutto sulle capacità creative personali e di gruppo, sulle risorse mentali inconsce, sulle sinestesie create con colori e immagini, sui processi che spontaneamente ristrutturano le informazioni e che ogni volta lasciano aperta più di una chiave interpretativa. Per queste ragioni “le mappe mentali sono particolarmente efficaci come strumenti di annotazione e di apprendimento, come supporto all’elaborazione del pensiero e alla creatività, come ausilio nell’orientamento personale e nella costituzione di gruppi di lavoro”. Sono invece meno efficaci nella rappresentazione della conoscenza, dove l’evocatività della mappa mentale induce una minore efficacia comunicativa e maggiori margini di ambiguità. 

Mappa Mentale e Brainstorming di gruppo 

Una mappa mentale può costituire il punto di partenza di un processo creativo, che porta alla realizzazione di materiali diversi per natura e per formato di rappresentazione. E il caso di un “brainstorming” di gruppo che, supportato da una mappa mentale, prelude alla definizione di “obiettivi strategici”, alla formulazione di un progetto, alla scrittura di documentazione testuale.

Mappa Mentale e Outline ( Scaletta gerarchica) 

Un esempio di questo passaggio e la derivazione dalla mappa mentale di un “outline” (detto anche scaletta gerarchica), che permette di trasformare la struttura a raggera in una sequenza articolata e ordinata per livelli gerarchici.