Arriva nelle aziende il Chief happiness officer o manager della felicità

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Arriva nelle aziende il Chief happiness officer o manager della felicità

La maggior parte del nostro tempo lo trascorriamo lavorando a stretto contatto con i colleghi con cui non sempre è facile trovare una piacevole convivenza. In nostro soccorso arriva il manager della felicità o Chief happiness officer (CHO), la figura che si occupa del benessere dei dipendenti e dei collaboratori, al fine di armonizzare al meglio il clima aziendale, come sostiene Francesca Contardi, Managing Director di EasyHunters: “Avere a bordo persone motivate e serene favorisce la collaborazione tra i colleghi e migliorando le performance dei singoli e, di conseguenza, dell’intera struttura”.

 

Quali sono le mansioni che lo CHO svolgere all’interno dell’Azienda?

Il servizio che questa figura offre è quello di rendere l’ambiente lavorativo produttivo e salutare attraverso il coinvolgimento delle  risorse all’interno degli uffici, l’interpretazione dei bisogni in modo tale che ciascuno sia soddisfatto del posto dove lavora perché, come spiega Francesca Contardi,”è anche così che si trattengono i migliori talenti in azienda”. Ma non solo: il valore aggiunto che il CHO apporta è quello di far sentire “umane” le persone, non trattandole solo come risorse produttive, permettendo così all’Azienda di fondarsi su uomini e donne.

Se l’obiettivo di una realtà lavorativa (piccola, media o grande che sia) è di andare lontano, è necessario che ci sia un team composto da persone che collaborino e cooperino in un ambiente “sano“. Il lavoro svolto da questa figura è essenziale in un mondo lavorativo sempre più dinamico e dove le esigenze delle persone sono cambiate: agli incentivi economici devono essere affiancate politiche di welfare e di work-life balance, ottenendo quindi una diminuzione di comportamenti quali la scarsa partecipazione e motivazione, l’assenteismo, la slealtà e l’inaffidabilità da parte di dipendenti e collaboratori.

Il manager della felicità è già presente negli Stati Uniti, dove sono iniziate ricerche che misurano anche la bontà, per quanto riguarda il nostro Paese alcune grandi Aziende hanno iniziato ad introdurre la figura, con la speranza che si conformino anche le altre.