CONCORRENZA SLEALE

La tendenza generale ad adottare comportamenti irregolari è aumentata in maniera esponenziale nell’attuale scenario di instabilità economica, culturale e sociale, favorendo fenomeni che generano concorrenza sleale.

Concorrenza sleale: definizione

Con concorrenza sleale  si definiscono tutti quei comportamenti illeciti messi in atto al fine di acquisire indebite posizioni di vantaggio nei confronti dei propri competitor oppure per danneggiarli con l’obiettivo di incrementare il proprio profitto come ad esempio nei casi di spionaggio industriale, nell’indebita utilizzazione di nomi e marchi appartenenti ad altri soggetti e/o nell’imitazione servile dei prodotti di altre aziende al solo fine di generare confusione ed incertezza nei consumatori, appropriazione di pregi e qualità relativi ad attività e prodotti altrui, diffusione di notizie e/o apprezzamenti malevoli relativi ai prodotti ed attività di un’impresa concorrente causando lesione della reputazione professionale.

Tali fenomeni sono disciplinati dagli artt. 2598-2601 del codice civile.

La concorrenza sleale si configura anche nell’infedeltà di dipendenti e collaboratori, come sancito dall’art.2105 del codice civile, dove si fa divieto al dipendente di trattare affari per conto proprio o di terzi, in concorrenza con il datore di lavoro ed altresì di divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

Le attività investigative finalizzate a provare atti di concorrenza sleale portano ad avere prove legalmente utili al fine di far valere un proprio diritto facendo riferimento agli artt. 2599 e 2600 del codice civile dove si prevede che la sentenza che accerta il compimento di atti di concorrenza sleale ne inibisce la continuazione e dà gli opportuni provvedimenti per eliminarne gli effetti.